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BRUBERT
...e sai cosa bevi!

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Salute a voi, viaggiatori internettari e benvenuti sulle mie pagine personali.
Parlerò un po' di me, ma più dei miei interessi, delle mie impressioni e di ciò che mi e ci circonda

Nato nel secolo scorso, il famigerato XX, infanzia nel nord west, nella più bieca campagna collinosa, aspra e rude, come le genti che conoscono il lavoro ed il sudore della fronte (e non solo) e che con atavica meticolosità, quasi sorpresi delle loro stesse capacità e resistenze, giorno dopo giorno giustificavano il sorgere del sole.

Ben presto mi resi conto che la vita è una jungla e, determinato a cercare di non soccombere immediatamente, mi attrezzai alla meglio e l'immagine sulla sinistra, solo relativamente recente, mette in grande evidenza la mia propensione agli sport duri ed atletici.

Dopo non molto tempo, scoprii con rammarico che il frantumarsi delle ossa su lavori antichi e (fascinosi) faticosi, non era poi quel gran ché, anzi, mi sembrava, diciamo così, indigesto.

Dopo lunghe riflessioni che misero in luce una tenace e granitica ostilità verso le comuni attività lavorative che dintorno a me si spiegavano come un ventaglio illustrante le possibilità del mondo, queste attività, normalmente praticate mediante l'uso della brutal forza, mi portavano a comportamenti insospettabilmente subdoli e tendenziosi.

Infatti presi accordi per un impiego come muratore, quasi a stendere un velo celante altre intenzioni e, non appena capitò l'occasione propizia, mi dedicai agli studi, fingendo competenze e predisposizioni assolutamente ipotetiche nonché fasulle.

A quel tempo le scuole funzionavano diversamente dalle odierne, e di conseguenza presi senza colpo ferire la licenza elementare, poi, spinto dall'onda del successo, prima al PAT e poi nelle usuali scuole, mi accaparrai anche la licenza media inferiore.

A questo punto le cose stavano mettendosi male e l'impiego come muratore era sempre più vicino.

Presi tempo e con manovra subdola, mi iscrissi ad una media superiore... che contrariamente alle ipotesi di partenza completai nel volgere di un lustro.

Ormai l'ipotesi muratore sembrava spacciata; "M'impiego ma non mi spezzo" era il motto vincente. Ma anche l'impiego è cosa complicata, da prendere con la dovuta serietà ed ancor più con la indispensabile calma.

E pensai di iscrivermi all'università.
E perciro, lo feci!

Ma nel frattempo quella che era una piacevole attività distensiva degli anni precedenti, suonicchiare e grattare la chitarra, occupazione che favoriva gli incontri sociali e socievoli, era ormai arrivata al punto da indirizzarmi verso il conservatorio, dove la permanenza, mi portò ad uno pseudo diploma.

Eccetera.

Ancora oggi bazzico nei conservatori, segno che o non sono cresciuto oppure ancora devo decidere cosa fare da grande.

Forse il muratore.