Il Conservatorio; solo a pronunciare il suo nome un'aura di rispettabilità, di serietà, di austerità, appare.
Ci si immagina aule solenni, scaloni marmorei solenni, ci si immagina che tutto sia solenne, magari anche i bagni solenni; poi scopri che la realtà differisce alquanto dall'idea preconcetta;
Parbleu, il Conservatorio è "umano"!

 

Conservatori

La legge di riforma:

legge 508/99


Pagine a cura di Bruno Bertone
con la indispensabile collaborazione
di impagabili amici
I suoi regolamenti applicativi
Declaratorie, queste sconosciute
La velocità della riforma
Da dove parte questa Riforma,
quale era la situazione tradizionale
I Programmi e le scuole tradizionali
 
   
 

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Appunti circa la DIDATTICA
     

 

Ma perchè quest'idea così austera?
Forse perchè da anni ci si era abituati all'ingresso in conservatorio in un'età da calzoncini corti; quando si è poco più alti delle scarpe, tutto diventa grandissimo.
E poi scopri tante cose, scopri che pigiare i tasti del pianoforte e suonare, non sono la stessa cosa, anzi...!
(Come diceva Satie, al pianoforte si pigiano anche i piedi...).
Solfeggio, canto corale, scale, scaloni, accordi, disaccordi, e poi a casa, ore a ripetere quattro note su un violino tenero e piccino, quattro note sempre uguali e sempre apparentemente diverse, interrotti solo dal trambusto causato dalla crisi isterica del vicino che, per sua sorte ria, non ha mai studiato in conservatorio.
Ed esprime con parole ardite, la sua contrarietà allo studio in conservatorio, anzi, la contrarietà al conservatorio tutto; attenzione, teniamo d'occhio costui, perchè potrebbe essere richiamato in causa quando parleremo delle ultime vicende dei conservatori.
Ma a questo punto sappiamo che il Conservatorio, conoscendolo, si dimostra invece gentile, affabile, divertente.
Almeno per chi lo conosce e lo frequenta.
Ed è importante.        
Insostituibile.        

Sono le nostre istituzioni AFAM, che si occupano dell'arte nelle sue forme più concrete, sono queste istituzioni che non solo "parlano" dell'arte ma ci lavorano, la studiano, la mantengono, le ripropongono, e formano gli "artisti", siano essi musicisti, pittori, scultori, danzatori, attori eccetera eccetera.

Diventare parte di quel mondo, diventare "artisti" non lo si fa e non lo si può fare nelle nostre care Università, lo si fa da sempre nei Conservatori e nelle Accademie.
Artisti non lo si diventa senza un metodico studio, un affinare giorno per giorno il talento, la voglia e la necessità di esprimere e di esprimersi, una guida costante ed uno o più Maestri che aiutino a svilupare le doti naturali.

Oggi raramente lo si fa "a bottega", cioè direttamente nel laboratorio; risibile è la affermazione che ogni tanto riemerge, secondo la quale musicisti o artisti in genere lo si diventi "sul campo", senza preparazione e senza metodo; demagogico è pensare che si sviluppi credibilmente un talento affidandogli una serie di "attrezzi", di apparecchiature di registrazione, computer vari e variegati, sale prova e servizi connessi; se manca la guida, se manca chi, avendone le capacità, sia in grado di suggerire le strade corrette e di evidenziare le strade inutili, tortuose o cieche, allora nessuna struttura o laboratorio per bella o costosa che sia, servirà a superare il momento di gioco, facendo si che si apprendano i principi dei linguaggi non verbali in modo da aggiungere al gioco la valenza espressiva, comunicativa, in definitiva trasformando lo scimmiottio in arte.

Come scrisse qualcuno anni fa, se lasciassimo una scimmia ed una macchina da scrivere in una stanza, avendo come tempo disponibile l'eternità, prima o poi la scimmia scriverà la Divina Commedia.

Ma volendo far si che qualcosa possa credibilmente essere assimilato ed in tempi "umani", allora l'equazione Strumenti&attrezzature + momenti ludici = creazione di Arte o di Artista, risulta falsa.

         

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Negli ultimi anni, però, l'esigenza di dare alla istruzione superiore, a livello comunitario, una struttura simile tra i vari stati, ha portato alla necessità di rivedere o meglio, completare il tipo di studio che si svolgeva nei Conservatori.
Infatti nei Conservatori, istituzione che ha nel suo DNA la funzione ed il livello equiparabile al livello Universitario, essendo le Università, le Accademie ed i Conservatori le espressioni dell'Alta Formazione o dell'Alta Cultura, il momento didattico era rivolto non solamente agli studenti del segmento "alto", ma agli studenti di tutti i livfelli.
Nei conservatori si facevano i corsi di base, quelli che tipicamente dovrebbero essere parte integrante della formazione di base operante nella scuola media di primo grado (e magari anche in momenti precedenti), si svolgevano anche i corsi intermedi, che dovrebbero afferire al percorso della secondaria di secondo grado, ed anche si svolgevano i corsi superiori con elementi indubbi di specializzazione nella loro struttura didattica.
Con la riforma in atto (in atto si fa per dire, visto che gli anni passano e nulla di concreto è stato realizzato, sperimentazioni a parte), ai Conservatori sarà riservato essenzialmente il momento dell'alta formazione, essendo stato previsto (e sinora non realizzato!) il momento del Liceo Artistico-Musicale ed il precedente momento della Scuola Media ad Indirizzo Musicale (che invero esiste, ma costretta ad operare "a ranghi ridotti", grazie alla "lungimiranza" di un ex Ministro della Pubblica Istruzione!).
Quindi al momento ai Conservatori è stato più o meno chiaramente affidato il compito di supplire alle manchevolezze ed alle carenze della formazione di base, Media e Liceale, e resta affidato ai Conservatori l'alta formazione.
Peccato che questa Alta Formazione da un lato sia organizzata in corsi "sperimentali" ("sperimentazione" che nella trasformazione delle Università, nessuno ha mai lontanamente pensato di offrire!) e dall'altro lato il momento di Alta Formazione (sperimentale...) continui a coesistere parallelamente con i corsi tradizionali ai quali accedono studenti di tutte le età e di tutti i livelli, vanificando di fatto l'idea del Conservatorio come Istituzione di "Alta Formazione".
Qualcuno potrà osservare che è solo mancanza di alcuni regolamenti ministeriali (ironicamente potremmo dire che in fondo sono passati solo sette anni e pochi mesi dalla legge che rendeva giustizia al dettato costituzionale) ma intanto il disagio continua.
Purtroppo anche nella formulazione di questi decreti ci sono stati momenti di attrito, certamente momenti di violazione di leggi e normative, visto che nel processo di riforma una delle parti più chiamate in causa e normalmente a ragione è stato il TAR, per non parlare di altri organi nazionali e comunitari.
Il documento sulle "declaratorie" (brutto nome che identifica la struttura organizzativa e scientifica dei corsi didattici delle istituzioni) è stato presentato in una formulazione diverso tempo fa e dopo le contestazioni da parte di gran parte dei docenti, mai messi in reale condizione di collaborare alla sua struttura, contestazione circa la validità strutturale e scientifica dell'elaborato, anche il CNAM, l'organo consultivo che rappresenta tutte le figure operanti nella varie istituzioni del settore AFAM, ha espresso documentato parere negativo su questo elaborato, proponendone un altro formulato su diversi criteri strutturali. Ma ciò nonostante, l'ex Ministro Moratti ha comunque emanato un decreto che proponeva il contestato documento, queste "declaratorie" come base per una futura struttura didattica nei conservatori.

Alcuni ricorsi al TAR hanno riconosciuto l'illegittimità del Decreto Ministeriale annullandolo, riconoscendo quindi le ragioni dei ricorrenti, anche se data la illegittimità rilevata a livello già di impostazione, il TAR non è entrato nei ccontenuti, anch'essi contestati dai ricorrenti.

E dopo ciò risulta che il Ministro abbia dato risposte all'ex documento del CNAM?
A noi no.

E le cose continuano nell'incertezza, incertezza che porta anche a diversi casi nei quali gli stessi titoli di studio rilasciati dai Conservatori, titoli "sperimentali" non siano stati ritenuti validi anche per l'accesso a concorsi che nella sostanza erano perfettamente compatibili con il tipo di studio sostenuto dagli studenti.

Il nuovo Ministro ha recentemente portato alla valutazione del CNAM e delle istituzioni, una nuova formulazione di queste "declaratorie".
Praticamente ci ripresenta il documento Moratti già contestato, già accolto con parere sfavorevole dal CNAM e già annullato dal TAR.

C'è da dire che con questi elementi è difficile prevedere passi avanti concreti.

Qui di seguito, citazione che anni fa era stata vergata da un anonimo sulla porta di un Conservatorio, citazione che ormai è stata da anni cancellata, ma che forse ora ha una sua ironica attuale valenza, non si sa se più per gli studenti o per i docenti,